Glaucoma

IL GLAUCOMA

il glaucoma

Il glaucoma è una patologia caratterizzata da un livello di pressione intraoculare tale (generalmente superiore a 21 mm. hg) da causare lesioni al nervo ottico.
Tale patologia ha come conseguenza un progressivo e grave deterioramento della funzione visiva, ed è la seconda causa di cecità al mondo.
In Italia si stima che ci siano 550.000 pazienti, cioè il 2% della popolazione italiana sopra i 40 anni, affetti da questa malattia.

 

IL NERVO OTTICO

Il nervo ottico è la struttura nervosa deputata alla conduzione dello stimolo visivo dall’occhio al cervello. Si può immaginare come un cavo composto da 1.200.000 fibre che provengono da ogni singola cellula retinica.

il nervo ottico

il nervo ottico

Approfondimenti

  • CAUSE
  • PRESSIONE ENDOCULARE
  • TECNICHE DI MISURAZIONE DELLA PRESSIONE ENDOCULARE
  • VALORI FISIOLOGICI E PATOLOGICI
  • RELAZIONE FRA PRESSIONE ENDOCULARE E PRESSIONE ARTERIOSA
  • AZIONE DELLA PRESSIONE ENDOCULARE ELEVATA SUL NERVO OTTICO
  • SINTOMI SOGGETTIVI
  • ESAMI DIAGNOSTICI
  • CARATTERISTICHE DELL’OCCHIO GLAUCOMATOSO
  • NORME DI COMPORTAMENTO
  • TONO BORDER-LINE
  • TIPOLOGIE DI GLAUCOMA E INDICAZIONI TERAPEUTICHE

 

 

CAUSE

Della forma clinica di glaucoma più frequente, ossia il glaucoma cronico ad angolo aperto, non è stata identificata la causa. Nel corso degli anni, gli studi su questa patologia hanno evidenziato tuttavia alcuni fattori di rischio, che elenchiamo in ordine di importanza.

  • ipertensione oculare.
  • appartenenza etnica. Il fattore di rischio per la razza nera ad esempio è sei volte maggiore rispetto a quello della razza bianca.
  • Ereditarietà diretta (padre, madre, fratello, sorella, nonni). La percentuale di glaucomatosi su tutta la popolazione è dell’ 1%. La percentuale di glaucomatosi tra i consanguinei di persone affette da glaucoma è del 16%.
  • Superamento del 40° anno di età: il fattore di rischio nella popolazione sopra i 40 anni sale al 2%
  • Miopia > 6 diottrie.
  • Altri fattori di rischio meno significativi, come l’ipertensione arteriosa o l’ ipotensione arteriosa notturna, l’insufficienza carotidea, l’iperviscosità sanguigna, il tabagismo, lo stress, l’ emicrania, la pseudoesfoliatio capsulare, il sovrappeso.

LA PRESSIONE ENDOCULARE

La parte anteriore dell’occhio contiene un liquido acquoso, l’umore acqueo, che viene prodotto all’interno dell’occhio e vi circola continuamente.

04 - umore acqueo
Normalmente l’umore acqueo viene eliminato attraverso un sistema di drenaggio chiamato trabecolato, posto nell’angolo dove la cornea e l’iride si incontrano.
Nel glaucoma il deflusso attraverso questo “drenaggio” risulta ostacolato, e ciò produce un innalzamento del livello pressorio interno all’occhio.

 

TECNICHE DI MISURAZIONE DELLA PRESSIONE ENDOCULARE

Le modalità di misurazione sono varie.
La più utilizzata è la tonometria all’applanazione.
Si tratta di una tecnica rapida e indolore che si esegue dopo avere instillato una goccia di anestetico insieme ad una quantità minima di colorante. Un piccolo cono di plastica viene appoggiato delicatamente sulla cornea e illuminato con una luce blu. La resistenza che il cono incontra nell’ “applanare” la superficie della cornea viene misurata su un’apposita scala graduata ed espressa in millimetri di mercurio.

05 - misurazione pressione

Tonometria ad applanazione

 

VALORI FISIOLOGICI E PATOLOGICI

La pressione viene ritenuta normale da 6 millimetri di mercurio, come valore minimo, fino a 21 millimetri di mercurio, come valore massimo.

In realtà, l’esperienza clinica insegna che questo non è sempre vero.

Esistono infatti pressioni dannose al di sotto dei 21 mm e pressioni che non lo sono sopra i 21 mm.
La misurazione della pressione dell’occhio non è quindi sufficiente per una diagnosi certa della malattia.
RELAZIONE TRA PRESSIONE ENDOCULARE E PRESSIONE ARTERIOSA

Fino a poco tempo fa si pensava che non esistesse nessuna relazione tra la pressione dell’occhio e quella del sangue. Recenti studi hanno però messo in correlazione la bassa pressione arteriosa e un eventuale possibile sviluppo di una patologia glaucomatosa.

 

AZIONE DELLA PRESSIONE ENDOCULARE ELEVATA SUL NERVO OTTICO

L’innalzamento pressorio del bulbo oculare produce uno schiacciamento del nervo e dei fasci di fibre superiore e inferiore che, se protratto, produce la morte delle fibre, con conseguente perdita di sostanza nervosa.
La perdita di sostanza nervosa determina una diminuzione della percezione visiva nel campo visivo, a cominciare dalle regioni periferiche.

06 - pressione07 - pressione - nervo

08 - pressione - nervo normale
normale

 

09 - pressione - nervo escavato
escavato

 

SINTOMI SOGGETTIVI

La diminuzione della visione periferica che si riscontra per mezzo del campo visivo non è percepibile dal paziente se non nelle fasi più avanzate e irreversibili della malattia. Inoltre, l’ipertensione oculare non dà nessuna sintomatologia che possa essere avvertita dal paziente. Ne consegue che la diagnosi precoce può essere fatta solo dal medico oculista,dopo un’attenta valutazione di ogni singolo caso clinico.

 

ESAMI DIAGNOSTICI

Il primo esame diagnostico necessario è quello della pressione endoculare precedentemente descritto.

Il successivo, altrettanto importante, è l’esame del campo visivo.

Si intende per campo visivo l’area del visibile quando la sguardo del paziente fissa un punto. Uno strumento, il perimetro computerizzato, è in grado di dividere il campo visivo in una griglia di punti e di misurare la sensibilità di ciascuno di essi. Mediante l’attenta valutazione dell’esame perimetrico, l’oculista può stabilire se vi sono delle aree di diminuita sensibilità e, in base alla sua esperienza, di riconoscere la tipica forma del deficit glaucomatoso ed eventualmente differenziarla da deficit di altra natura.

10 - esami

Il terzo esame è l’analisi della morfologia del nervo ottico. Per eseguirlo viene instillata una goccia di collirio che dilata la pupilla. Le caratteristiche che vengono considerate nell’analisi sono varie.

 

Altro esame importante è la misura dello spessore degli strati delle fibre superiore ed inferiore del nervo ottico. L’oculista riesce a verificare la normalità di tale spessore anche con una normale lente per la visione del fundus oculare. Esistono però nuove tecnologie  che riescono a misurare in modo più preciso lo spessore dello strato delle fibre e a confrontarlo con un database di normalità.

Sono indici di normalità uno spessore elevato e similare delle fibre superiori e inferiori.

fotografia del disco ottico ingrandito

11 - esami disco ottico

Quando vi è un sospetto di patologia, le fotografie vengono usate come termine di paragone per un futuro raffronto allo scopo di determinare se nel tempo sono sopraggiunte variazioni.

Un’ ulteriore indagine prevede una lente che viene posta a contatto della superficie corneale tramite l’interposizione di un gel. Il medico così è in grado di esaminare accuratamente i 360 ° dell’angolo tra la cornea e l’iride, per valutare eventuali ostacoli al deflusso dell’umore acqueo.

 

12 - terapie

Soluzioni

Terapie Glaucoma

  • TERAPIE FARMACOLOGICHE CON COLLIRI IPOTENSIVI, SINGOLI O COMBINATI, IN BASE ALL’ANDAMENTO DELLA MALATTIA
  • TRATTAMENTI LASER: IRIDOTOMIA, LASERTRABECULOPLASTICA
  • CHIRURGIA FILTRANTE: TRABECULOPLASTICA E IMPIANTI VALVOLARI

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